Provincia Cilentana

Valle Dell'Angelo

E' posto a 600 m s.l.m, ha una superficie di 3.701ha e una popolazione di 545 abitanti, dista 98 km da Salerno. Situata ai piedi del Monte Ausinito, vi si venera I'Arcangelo Gabriele, da cui il nome del casale e della sua vallata. Fu con Piaggine casale di Laurino. Nel 1571 si staccò da Laurino per i pagamenti fiscali, divenne poi frazione di Laurino e successivamente, in seguito a decreto reale, ottenne la denominazione di Valle dell'Angelo. Valle dell'Angelo fu decimata dalla peste nel 1656. I beni architettonici da segnalare sono la Chiesa di S. Barbato, eretta intorno al 1700, con il coro di pregevole fattura settecentesca.. Le risorse boschive più significative sono : il Bosco Mercuri (300 ha di piante ad alto fusto), il Bosco Rotondo(200 ha di piante ad alto fusto) ed il Bosco Medicale (200 ha di piante ad alto fusto).

Vallo della Lucania

E' situato al centro del territorio cilentano,in una valle circondata dalle colline che degradano verso il Mar Tirreno e delineato a Est dal monte Gelbison e a Ovest dal monte Stella.L’antico nome di Vallo della Lucania era Castrum Cornutum,dal luogo di origine dei suoi fondatori, he, provenienti da Cornutum,città della Dalmazia,vi giunsero non più tardi del secolo IX.In realtà Vallo era costituita da due casali,Spio e Cornuti (o Vallo)divisi da un fiume attraversato da due ponti, poi ricoperto nel tratto antistante il Municipio, nell’odierna piazza Vittorio Emanuele.Lo sviluppo del borgo(costituito da una serie di fondi rustici, appartenenti ai signori della baronia di Novi)si ebbe,alla fine del secolo XV,quando esso passò sotto il dominio della Santa Casa dell'Annunziata di Napoli.Dopo il secolo XVI,durante il quale si registrò una continua ascesa economico-sociale, nel corso del 1600,nonostante le continue carestie e la peste che aveva distrutto intere popolazioni, Spio e Cornuti assestarono il loro ruolo di rilievo nell’ambito dello Stato di Novi.Nel secolo XVIII il paese mutò il nome originario in Vallo di Novi.In quest’epoca raggiunse la sua massima prosperità grazie alla lavorazione della seta e del cuoio.Con queste attività e con l’istituzione del mercato,Vallo divenne un centro ricchissimo, e potè salvarsi dalle varie carestie che si susseguirono in quel secolo, tra cui quella, tremenda, del grano del 1764.Oggi,Vallo della Lucania si può definire come il centro commerciale e di servizi più importante del Cilento.

Vibonati

Adagiato nel tipico disegno longobardo sulla cresta di un colle lussureggiante a ridosso della costa, Vibonati è un raccolto borgo medievale ove il tempo pare si sia fermato a tempi remoti. Nebulose le origini. Alcuni studiosi ne fanno risalire la fondazione al IV secolo a.C. ad opera di fuggitivi fenici di Tiro – e la denominazione di Tirone di una località del paese avvalorerebbe l’ipotesi-; altri ne attribuiscono l’edificazione a Gisufo, ultimo dei principi longobardi di Salerno – e l’etimologia del toponimo sarebbe, quindi, longobarda, da wibo= villaggio e ate= corso d’acqua, ad indicare appunto un villaggio presso un torrente. Altri ancora asseriscono che Vibonati fosse la Vibo ad Siccam di epoca romana, importante porto militare e commerciale. E’ certo, comunque che il paese, dopo una lunga egemonia dei Normanni, fu invischiato in una travagliata storia medievale che lo vide oggetto di spoliazioni e di vendite da parte di numerosi e prepotenti feudatari. Le incursioni piratesche del 1534 e del 1552, tristemente famose, recarono incalcolabili danni al patrimonio artistico e storico del paese. Si trovò al centro degli infuocati moti del Cilento del 1848 e il 3 settembre 1860 ospitò Giuseppe Garibaldi. Momento di intensa vitalità religiosa è rappresentato dalla venerazione per Sant’Antonio Abate, patrono del paese, solennemente festeggiato il 17 gennaio di ogni anno.  La frazione marina di Villammare, anticamente denominata Petraia, è oggi una delle mete turistico-balneari più ambite della costa cilentana ed offre opportunità di vacanze serene, a contatto con una natura ancora incontaminata, un mare pulito e un’apprezzabile ospitalità.