Costiera Amalfitana

CETARA

Stemma di Cetara
Torre saracena di Cetara
Torre saracena di Cetara

Cetara:segue Vietri sul Mare,ed è un pittoresco borgo marinaro della Costiera Amalfitana ai piedi del monte Falerio e,distendendosi in una profonda vallata fiancheggiata da vigneti ed agrumeti, si apre quasi a ventaglio sulla stretta fascia pianeggiante a livello del mare. Da sempre è stato un paese di pescatori,non a caso il suo nome deriva dal latino Cetaria, tonnara, o da cetari, venditori di pesci grossi. La famosa sagra del tonno ne è la prova. Le origini di questo borgo marinaro risalgono forse all'Alto Medioevo

Vista dal mare di Cetara
Vista dal mare di Cetara

Durante l'Evo Antico il suo territorio, quasi completamente disabitato, apparteneva alla giurisdizione della città etrusca di Marcina, coincidente molto probabilmente con Vietri sul Mare. L'insediamento marinaro dovette costituirsi nella seconda metà del IX secolo, quando si stabilì in quella località una colonia di Saraceni, cacciati poi verso la fine di quel secolo. Nel 1030 i cetaresi pagavano lo ius piscariae all'arcivescovo di Amalfi, mentre nel 1120 il duca Guglielmo assegnava al monastero benedettino di Erchie il diritto alla riscossione della decima che si pagava per l'attività della pesca nel mare di Cetara.Nel Medioevo la parte orientale del territorio di Cetara apparteneva al principato longobardo di Salerno, mentre quella occidentale era inserita nel tenimento del ducato romanico-bizantino di Amalfi.

Antica tonnara di Cetara
Antica tonnara di Cetara

Il paesaggio di quelle zone era caratterizzato da boschi, castagneti, la maggior parte dei quali appartenevano all'aristocrazia amalfitano-atranese e al monastero di S. Maria e S. Benedetto di Erchie. L'aspra orografia della costa costrinse gli antichi cetaresi alla realizzazione di terrazzamenti sostenuti da muri a secco, denominati ancora oggi macerine. In tali terrazze a gradoni erano impiantati frutteti, vigneti, limoneti. Spontaneo cresceva invece l'ulivo. La rada di Cetara era in diretto contatto con il porto classico di Fonti, dove nell'Alto Medioevo ancoravano le navi della Badia di Cava de' Tirreni. I cetaresi, come tutti gli abitanti del ducato di Amalfi, partecipavano alle attività marittime e commerciali del piccolo Stato costiero.

Spiaggia di Cetara
Spiaggia di Cetara

Così, imbarcati sulle navi della repubblica, i marinai cetaresi contribuivano al ciclo triangolare del commercio amalfitano, che aveva quali vertici l'Italia meridionale, l'Africa settentrionale, l'impero di Bisanzio.   Delle antiche flotte costiere oggi non vi è che il ricordo; solo quella di Cetara continua a solcare i flutti del Mediterraneo occidentale. Soltanto il 1° gennaio del 1834, dopo secoli di liti e contese, Cetara fu elevata a comune con amministrazione indipendente e separata da Vietri. Un primo tentativo dei cetaresi, per la costituzione di un comune separato da Cava, era avvenuto secoli addietro, nel 1486: con delibera dell'Università di Cava, però, nella seduta quell'istanza fu respinta. Con l'installazione del comune i cetaresi si sentirono appagati nella loro secolare aspirazione ad essere amministrativamente autonomi.

Immagini, fotografie e scorci di Cetara....

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Ravello
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