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Villa Comunale di Salerno

Villa Comunale di Salerno
Villa Comunale di Salerno

Progettata nel 1874 dall'architetto Casalbore, la Villa Comunale di Salerno, storicamente costituiva una delle principali aree di collegamento della città antica con gli altri centri urbani collocati a Nord-Est, primo fra tutti la capitale Napoli. La celebre fontana detta di don Tullio, ovvero di Esculapio, fu infatti realizzata nel 1790 per fornire ristoro alla gente proveniente dal mare ed ai viandanti della strada. Nel corso degli anni la Villa è stata arricchita di altri monumenti ad insigni personaggi storici e di altre specie botaniche, diventando luogo di incontro e ritrovo dei salernitani. Ma come tutti i luoghi legati alla manutenzione ed alla cura umana, anch'essa ha subito periodi di abbandono e periodi di splendore. Nel corso degli anni Novanta è stato realizzato un progetto di restauro botanico ed architettonico. Si è trattato di un recupero particolarmente prestigioso che ha visto l'ampliamento dell'area verde, radicalmente riqualificata e destinata ad orto botanico con l'innesto di nuove piante rare, legate alla cultura mediterranea. La fontana centrale e gli altri monumenti sono stati restaurati. Si è provveduto, inoltre, al ridisegno dei viali e al rifacimento di tutta la pavimentazione, peraltro estesa fino alle porte del teatro Verdi; sicché, adesso, i due più importanti luoghi cittadini risultano collegati da un suggestivo percorso pedonale, ovvero traversa D'Agostino, sulle note di una delicata filodiffusione che accompagna ciascun visitatore. «La Villa comunale, insieme con il Teatro Verdi, può assumersi a simbolo delle ambizioni della nuova classe emergente post-unitaria e di una rinnovata e più ampia concezione urbana - spiega Enrico Auletta, architetto del verde che ha fatto parte del gruppo di lavoro multidisciplinare che progettò l’intervento di restauro - La Villa diviene filtro e legame tra la città antica, il teatro, il mare. Non a caso i suoi assi principali furono orientati l’uno, a partire dal colonnato del Verdi, verso il lungomare ed il golfo; l’a ltro a connettere percettivamente il castello e l’infinito del mare, con interposta la leggera scenografia della fontana di Don Tullio»

 

Tratto da Comune di Salerno

 

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