Fotografie di Salerno

Castello Principe Arechi di Salerno

Il Castello Arechi: fu costruito sulla cima del monte Bonadies,con evidenti scopi difensivi nel VII secolo dal principe dei longobardi Arechi II.  Il Castello infatti fa parte di un forte sistema difensivo realizzato dallo stesso Arechi II che trasferì la capitale del ducato da Benevento a Salerno. Principe illuminato nonché ottimo politico, preoccupato dalle minacce dei Franchi, Arechi  sopraelevò e modifico le antiche mura e costruì, forse su fortificazioni preesistenti, sull’alto del monte Bonadies, un poderoso castello.La fortezza non fu, mai espugnata con la forza, ma Gisulfo II, ultimo principe longobardo di Salerno, si arrese nel 1077 al conquistatore normanno a seguito di un lunghissimo assedio.E’ nel periodo del vicereame spagnolo, nel secolo XVI, che il castello assunse l’attuale configurazione. Nei primi anni del secolo XVII, mutati i sistemi di difesa, il castello perse, inevitabilmente, la sua originaria importanza ed iniziò, così il suo lento abbandono.Agli inizi del secolo XIX, con il perfezionamento delle armi da fuoco, il castello di Salerno perse la funzione di fortezza, capace di assicurare, efficacemente, insieme ad altre fortificazioni, la difesa della città.Oggi ospita un fornito museo di ceramiche, armi e monete dell'epoca.Il castello è affiancato in alto da una costruzione, un fortino che definisco comunemente "bastiglia",il cui fine fu quello di rafforzare la difesa della città sfruttando l'altezza e la visuale ampia e libera del golfo. Dal Castello si gode di un ottimo panorama

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Forte la Carnale

Il Forte La Carnale si trova attualmente al centro di Salerno, vicino alla foce del fiume Irno, ma quando fu costruito nel Cinquecento si trovava lontano dall'abitato salernitano. Questo forte faceva parte di un sistema di difesa, costituito da torri, che fu realizzato a partire dal 1563 allo scopo di difendere la città dalle incursioni Saracene.Salerno in una stampa del Cinquecento, quando fu costruito il Forte La CarnaleIl nome deriva da una strage di Saraceni avvenuta nell'anno 872 attorno al promontorio (anticamente collegato alla collina detta "Masso della Signora") su cui sorge il forte. Alcuni salernitani, però, lo chiamano "Forte La Polveriera", giacchè nell'ottocento era adibito dai borboni a deposito militare di munizioni.Il forte La Carnale fu teatro della strenua difesa di Salerno da parte del "masaniello" salernitano Ippolito da Pastena (detto anche Ippolito di Pastina), ribellatosi contro i soprusi degli Spagnoli nel Seicento. Nella seconda guerra mondiale fu rinforzato con "bunker" e subì molti danni durante lo sbarco di Salerno.Attualmente il forte è stato completamente ristrutturato con due livelli provvisti di saloni per mostre ed esposizioni culturali, belvedere e locali di ristoro dotati di ascensore.

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Giardini della Minerva di Salerno

Il Giardino della Minerva si trova nel cuore del centro antico di Salerno, in una zona denominata nel Medioevo “Plaium montis”, a metà strada di un ideale percorso che si sviluppa lungo l‘asse degli orti cinti e terrazzati che dalla Villa comunale salgono, intorno al torrente Fusandola, verso il Castello di Arechi. Il “viridario” fu proprietà della famiglia Silvatico sin dal XII secolo, come testimonia una pergamena conservata nell‘archivio della Badia di Cava de’Tirreni pergamena conservata nell‘archivio della Badia di Cava de’Tirreni pergamena conservata nell‘archivio della Badia di Cava de’Tirreni pergamena conservata nell‘archivio della Badia di Cava de’Tirreni. In seguito, nel primo ventennio del 1300, il maestro Matteo Silvatico, vi istituì un Giardino dei semplici, antesignano di tutti i futuri Orti botanici d’Europa. A novembre del 1991, a Salerno, durante i lavori del simposio dal titolo Pensare il giardino, fu presentato il progetto per la realizzazione di un Orto botanico dedicato a Silvatico ed al suo Giardino dei semplici. Tale progetto è stato poi finanziato e realizzato nel 2000 dall’Amministrazione Comunale (attuale proprietaria del bene) utilizzando le provvidenze del programma europeo “Urban”.Ciò che oggi, al termine dei lavori di restauro, appare evidente al visitatore è un’interessante serie d‘elementi ascrivibili tra il XVII ed il XVIII secolo. Tra questi, il più caratterizzante è una lunga scalea, sottolineata da pilastri a pianta cruciforme, che sorreggono una pergola di legno. La scalea, che collega ed inquadra visivamente i diversi livelli del giardino è costruita sulle mura antiche della città e permette un’ampia e privilegiata visione del mare, del Centro storico e delle colline. Un complesso sistema di distribuzione dell’acqua, composto da canalizzazioni, vasche e fontane (una per ogni terrazzamento), denota la presenza di fonti cospicue che hanno permesso, nei secoli, il mantenimento a coltura degli appezzamenti. Il sito è inoltre dotato di un particolare microclima, favorito dalla scarsa incidenza dei venti di tramontana e dalla favorevole esposizione, che, ancora oggi, consente la coltivazione di specie vegetali esigenti in fatto d’umidità e calore

Tratto da Giardinodellaminerva.it

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